Riflessioni estive

Luglio 20, 2018

Al momento sono letteralmente bloccata in un fottuto treno Regionale Veloce con il condotto di ventilazione rotto. Non vi sto a dire che caldo sto provando, sono sudata (ma non abbastanza per riuscire a rinfrescarmi). È tutto così rovente, il sedile di pelle si appiccica alle gambe nude e sudate così da farle sudare ancora di più.

Viaggio infinito, da Bologna Centrale a Pesaro: inizio delle vacanze ottimo, direi!

Come cazzo è possibile che non circoli un filo d’aria e che dalle piccole finestre a scorrimento non entri altro che calore? Proprio non me lo spiego, CAZZO!

Per fortuna ho bella musica alle orecchie, Dust it Off degli stranissimi The Do; psichedelica ed inebriante mi distrae da questo clima torrido che sa di lamiera rumorosa e un po’ di savana, ma senza leoni né tigri. Anche la vista aiuta, paesaggi verdi e giallognoli si susseguono al di là del finestrino, la campagna che però lascia spazio ai capannoni industriali e agli allevamenti intensivi.

Sono arrabbiata ma scrivere mi aiuta, ho deciso che, da ora in poi, quando starò male trasporterò i miei pensieri in questo piccolo grande spazio bianco. Chissà, magari avrò la possibilità di migliorare nella scrittura e mi servirà come un sostituto ad uno psicologo in carne ed ossa. Chissà, magari diventerò una scrittrice, come Hannah della serie tv Girls. Chissà, chissà.

Per ora non so cosa farò in futuro. Non ne ho proprio idea ma vorrei fare qualcosa che mi faccia stare bene e, perché no, fare carriera. Già mi immagino, vestita elegante (ma quando mai?), donna in carriera, realizzata, ma non riesco a vedermi in una specifica città, chissà perché. Certo a Urbino non voglio finire, è il mio unico punto fisso.

Come si fa a scrivere un racconto, a raccontare una storia? Da dove si parte?

Ma dall’idea, è ovvio! Piuttosto semplice, no?

Allora perché non riesco a farlo? Perché mi sento così bloccata?

Forse perché ho paura di essere banale, di cadere nei cliché, di risultare insipida, ma poi a chi? Si chiama ansia da prestazione, credo come quella che si può avere a letto. Mah. Mi sento molto influenzata dall’ambiente circostante, troppo. Mi fossilizzo su questo e talvolta esagero. Maledetta empatia, perché non sono nata bella e stronza, vabbé bella non mi interessa ma stronza a volte sì, sicura e stronza. Perché?

Non ho obiettivi, questa estate. Non ce li ho ma devo trovarli, costi quel che costi. Questa deve essere l’estate della svolta, del no more malinconia e brutti sentimenti. È passato un anno dalla mia Laurea e la mia vita è cambiata tanto ma non voglio che smetta ora di cambiare. Vorrei ricevere più soddisfazioni ed essere più rilassata e focused. Vorrei non avere i dolori al ginocchio e non dovermi sentire una vecchia ogni volta. Ma come fare? Con l’energia, con la determinazione e pensando positivo. Capito? POSITIVO.

Ora vi saluto, spero di non fondere.

M.

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